Classificazione della birra per colore e fermentazione

Classificazione della birra

Esistono diversi sistemi utilizzati per classificare il grado alcolico di una birra. In Italia ad esempio il parametro di riferimento che va per la maggiore non riguarda il grado alcolico bensì quello saccarometrico, che sta a significare la quantità in grammi di zuccheri contenuti in 100cc di birra prima che avvenga la sua fermentazione. Per quanto riguarda in altri paesi invece, come ad esempio gli Stati Uniti, il grado alcolico viene indicato sull’etichetta espresso in percentuale. Dal momento che il peso specifico dell’alcol è minore di quella dell’acqua, i valori più bassi rispetto ai parametri corrispondenti volumetrici comunemente utilizzati per il vino, vengono invece utilizzati per le case produttrici canadesi olandesi. Un altro metodo, utilizzato su una scala a base 1000, è utilizzato in Gran Bretagna. Qui una birra con il 3.2% di alcol in peso e il 4.0% in volume, avrebbe un peso specifico di 1040, che poi dividendo le ultime due cifre per quattro si ottiene un risultato (10) che fornisce la misura approssimativa dei gradi alcolici secondo questa scala, chiamata “Plato”, che viene utilizzata anche in Germania.

Classificazione per fermentazione

Dopo una breve decantazione, necessaria eliminazione di sostanze come proteine luppolo, in grado di alterare la trasparenza della birra il mosto viene posto a raffreddare e immesso nel serbatoio in cui avviene la fermentazione che prevede due fasi distinte: la fermentazione principale quella secondaria. Dall’affermazione principale possono derivare due diverse categorie di birra a bassa ed alta fermentazione a seconda del tipo di lievito che il birraio ha deciso di utilizzare. La fermentazione avviene a nelle autoclavi in acciaio che hanno sostituito le botti legno. Uno dei parametri utilizzati per la classificazione delle varie birre e di tipo di fermentazione.
Alta fermentazione
durante il processo ad alta fermentazione così chiamato perché lievito sale in alto, viene utilizzato lievito Saccharomyces Cerevisiae,
che è attivata temperature più alte dai 15 ai 25 °C. Essendo il processo di fermentazione favoriti dal calore in questo caso l’azione del limite molto rapida. Le birre quelle ottenute avranno aromi sapori particolarmente intensi.
Basta fermentazione
il metodo basta fermentazione è stato perfezionato nei primi decenni del secolo scorso e attualmente è più diffuso. E si distingue per il deposito di lievito sul fondo dell’autoclave. Poi utilizza il Saccharomyces Cerevisiae o il Saccharomyces Carlsbergensis a temperature più basse dai cinque 10 °C. Le birra basta fermentazione sono in genere leggere tutto pulito e rappresentano circa il 90% delle vie nel mondo.

Classificazione per colore

È possibile distinguere la le birre secondo colore oltre che secondo gli stili, come vedremo più avanti. La paletta dei colori della birra va dal pallido al dorato all’aranciato per passare a ramato, al marrone e dunque il nero. Il colore della birra proviene per gran parte dai magi utilizzati, la durata la temperatura del processo di essiccazione del malto influiscono sul colore finale. Un manto essiccato all’aria, rimane chiaro e non acquista sapore, mentre se lo si essicca riscaldandolo allora il suo colore è il suo sapore cambiano e aumentano. A 70 °C si ottiene un malto pallido che viene utilizzato per produrre birre bionde. I grani, con l’innalzarsi della temperatura si colorano visivamente fino a diventare di un ben colore bruno e assumere anche sapori diversi. Nei malati più scuri si sviluppano aromi di cioccolato e anche di caffè. Questi malati in piccole quantità possono essere miscelati ai malati pallidi per dare vita a birre più o meno colorate influendo anche sulla qualità delle caratteristiche dell’aRoma. Molte birre vennero prodotte miscelando una serie di alti diversi e come detto sopra sopra anche miscelando cere non smaltati. Durante il processo di produzione del malto la reazione che ha luogo tra i 140 160 °C è responsabile del caratteristico aroma della colazione del malto.

 

 

Leave a Reply