Il processo produttivo della birra

Il processo produttivo della birra segue delle fasi standard, uguali per tutti benefici ma ci sono passaggi che si può decidere di percorrere o meno. Vi sono diversi processi produttivi che andremo ad elencarvi qui di seguito.

Preparazione del malto o massificazione

1) germinazione. Per produrre della buona birra occorre partire dalla scelta dei cereali. La gran parte delle birre viene prodotta con orzo perché è il cereale che ha le migliori caratteristiche per trasformarsi in birra. D’altro canto ci sono alcuni stili di birra che richiedono l’impiego di altri tipi di cereali come ad esempio frumento e segale, ma anche riso e mais. La prima fase della preparazione del malto e la germinazione. Tre sono gli ingredienti la germinazione: il calore, l’umidità e l’ossigeno. Qui i cereali vengono immersi in acqua alla temperatura di 10 12 °C, a questo punto in circa una settimana e si germinano, sviluppando delle radichette e attivando gli enzimi che danno luogo ad un processo di trasformazione dell’amido in the stride e maltosio che sono zuccheri più semplici e quindi più facilmente trasformabili in alcol dal lievito valutando lo sviluppo delle radichette che si formano alla base del chicco e della piumetta che si forma sotto il dorso del chicco che per i malati chiari e primati scuri devono raggiungere lunghezze diverse il birraio deciderà di interrompere la germinazione e passare, dunque ad essiccare chicchi. Si chiama dunque, malto un cereale che ha cominciato a germinare che viene successivamente essiccato.

2) torrefazione. La germinazione viene arrestata facendo essiccare i chicchi germogliati. Il chicco del malto ha raggiunto un grado adeguato di disgregazione quando sull’unghia non si spezza più e quando suo corpo è diventato farinosa. Al termine della germinazione il malto verde viene trasferito all’essiccazione. Lo scopo di ciò è di interromperlo germinazione e le relative reazioni biochimiche. Durante l’essiccazione andranno preservati più possibile gli enzimi che dovranno essere attivi per la trasformazione del malto in mosto. Questo processo dura almeno 20 ore. Una volta essiccato il malto viene separato dalle radichette e trasferito in silo dove rimane a maturare prima di essere miscelato per uniformare la qualità ed inviato alle fabbriche di birra. In generale si può dire che più i chicchi saranno tostati visiteranno birre scure; i malati ben Torre fatti sono quelli ad esempio che vengono utilizzati per produrre le birre Stout e porter.

3) molitura del malto. Questo pezzo è molto importante in quanto permette di trasformare i grani immateriale solubile in acqua. Si capisce che le birre forti con 1° superiore saranno prodotte con un superiore contenuto di malto rispetto le birre per leggere. Accanto ai malati di base, che hanno amidi e proteine, vengono usati anche malati di altre qualità per conferire alla birra le sue peculiarità. Alla molitura del malto si potranno anche aggiungere grani crudi, di qualsiasi altro cereale tipo castagne, carrube, grano saraceno.

Birrificazione e filtrazione

1) preparazione cereali. Come anticipato a proposito del processo di preparazione del malto, il malto e date cereali ammantati vengono versati in una tramoggia da malto prima di passare attraverso un frantoio dove si produce una fasciatura di malto. Macinare il malto serve a rendere solubile in acqua e anche a disgregare l’amido presente in esso.

2) Impasto. L’acqua viene aggiustata a grado alcalino o minerale desiderato prima di essere versata sulla mascheratura. Nella fase dell’impasto, che avviene con acqua calda, vengono attivati diversi enzimi presenti nel malto e che sono importanti per la produzione della birra. Questi enzimi, si attivano a temperature differenti, per questa miscela può essere tenuta per un periodo più o meno lungo ad una certa temperatura. Ogni enzima la propria temperatura ottimale di funzionamento e particolari riflessi sul gusto della birra, quindi per ogni tipo di birra occorrerà procedere ad un differente sistema di miscela. In ogni modo nella fase dell’impasto lo scopo è quindi quello di dare vita ad un mosto che sia più ricco possibile di sostanze trasformabili dal lievito.

3) filtrazione. Alla fine della fase di miscela il mosto ottenuto che viene chiamato mosto dolce può essere pompato in un tiro di filtrazione. Qui si trova il doppiofondo dove vengono trattenute le trebbie.

Questo letto di trebbie ha anche la funzione filtrante nei confronti del mosto. La filtrazione allo scopo di separare il mostro dalle trebbie e di renderlo di conseguenza limpido al massimo. Le trebbie sono le sostanze solubili del malto che vengono a formare uno strato attraverso il quale passa l’mosto il primo mostrava direttamente nella caldaia di cottura. Lo stato delle trebbie deve essere compattato ma poroso, per consentire il deflusso del mosto. Le trebbie vengono successivamente bagnate con dell’acqua molto calda per estrarre tutti gli zuccheri residui.

4) cottura del mosto e lupo lamento. Il mosto ottenuto viene raccolto nella caldaia di abolizione, viene quindi bollito anche per contrastare la proliferazione batterica per circa 60120 minuti. Nel bollitore in aggiunto luppolo, non deve galleggiare ma deve subito essere coinvolto nell’abolizione. Il luppolo viene quindi cotto per circa un’ora e mezza. A questo punto alcuni birrai integrano delle erbe o delle spezie.

5) centrifuga raffreddamento del mosto. A questo punto il mosto deve essere liberato dalle sostanze solubili del luppolo dalle sostanze solubili del malto e dalle proteine. A questo scopo vengono date delle centrifughe che fanno precipitare sostanze solide al centro del recipiente. Poi si procede raffreddamento per portare la temperatura a livello più adatto alla fermentazione che varia tra gli 8° e 25 °C. A questo punto mantenendo il mosto in movimento rotatorio in modo da fare are bene si aggiunge il lievito che in queste condizioni lavora meglio che per riprodursi ha bisogno di ossigeno.

6) aggiunte del lievito e fermentazione primaria. Terminata la fase precedente la birra viene mandata nei serbatoi di maturazione dove quella birra si arricchisce di CO2. Alla fine della maturazione la birra viene mandata in filatura oppure viene confezionata. Qui il 90% degli zuccheri è stato fermentato si blocca l’uscita della CO2 e serbatoio impressione favorendo l’astrazione della birra. Quando maturazione è terminata o quasi la birra viene travasata in un deposito in cui il fondo conico serve lasciare depositare il lievito che decanta la fine della fermentazione. La birra viene qui travasata in un altro contenitore per non rimanere più a contatto con lieviti morti ed altri residui questa ultima fase viene chiamata racking; durante questa fase la birra si affina e sapore diventa più gradevole.

7) fermentazione secondaria. La birra che è stata travasata nel tank di maturazione è ormai fermentata, ma non è ancora maturata, per far maturare occorre che le componenti della birra reagiscono tra di loro. In questa fase i lieviti agiscono sugli zuccheri residui e determinano la saturazione della birra con CO2, mentre il debito residuo comincia a diventare sul fondo. La fermentazione secondaria avviene a temperature molto basse e ha una durata differente a seconda tipo di birra che si vuole ottenere. Finalmente si parla di maturazione che dura dalle sei alle otto settimane per le birre leggere fino a sei mesi per quelle più forti. Dopo ciò la birra subisce un trattamento di carburazione.

8) e di fermentazione in bottiglia. Alcuni tipi di birra si impone per tradizione anche nelle fermentazione in bottiglia che prevede l’aggiunta di lievito ed eventualmente anche zuccheri. Infatti le birrerie fermentate in bottiglia prevedono anche il tappo di sughero a fungo correlativa gabbietta.

9) condizionamento. Quando gli zuccheri presenti nel liquidò durante la fermentazione sono stati quasi del tutto trasformati, la fermentazione rallenta e lievito sedimenta, egli viene dunque raffreddato quasi la temperatura di congelamento. A seconda del tipo di birra, ricco di isolamento può durare dalle due settimane.

10) filtrazione e stabilizzazione. Alcuni produttori prendere la birra più stabile, soprattutto i produttori industriali, utilizzano degli agenti terrificanti che consentono di tre tenere sul fondo particelle solide e proteine, ciò rende la birra limpida e pulita a differenza delle birre etniche e non filtrate che conservano invece sempre un residuo. Il produttore può anche decidere di filtrare la birra. Non tutte le birre vengono filtrate, ci sono inoltre diversi gradi di filtrazione grezze raffinate sterile. Si potrà anche decidere di aggiungere conservanti alla birra oppure pastorizzato la. Alla fine di questo processo la birra potrà essere imbottigliato mecenate lattine fusti barili.

 

 

 

 

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