Il potere nutritivo della birra

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Lo slogan “chi beve birra campa cent’anni” , che, agli inizi della pubblicità ha contribuito a diffondersi anche in Italia, contiene senz’altro alcune verità, innanzitutto per quanto riguarda il valore nutrizionale della bevanda. Basti solamente pensare quando i monaci medievali all’interno delle loro abbazie consumavano birra in quanto l’assunzione di questi liquidi poteva fornire a loro le calorie necessarie e proteine. E prima ancora gli antichi popoli orientali come Sumeri ed egizi, consideravano la birra indispensabile per compiere tutte le zone giornaliere. Oggi la scienza ha confermato tutto ciò che i nostri predecessori già conoscevano. La birra è composta per il 90% di acqua e può essere definita una miniera di sali minerali tra cui potassio calcio magnesio fosforo. Ma anche di vitamine come quelle del gruppo B importanti per l’apporto nutrizionale. Inoltre la birra analcolica è una bevanda dalle proprietà Isotoniche che potrebbe essere utilizzata dagli sportivi come una bevanda energizzante, avvantaggiando così il proposte muscolare oltre a quello nervoso. La birra inoltre influisce positivamente sull’apparato cardiovascolare in quanto grazie alle sue proprietà riesce ad aumentare il livello del colesterolo buono nel sangue. Invece il suo caratteristico principe amaro stimola la secrezione dei succhi gastrici facilitando la digestione e della diuresi. Inoltre è ricca di poli fenoli che con il loro elevato potere antiossidante contrastano l’azione dell’invecchiamento precoce tessuti. E per finire se bevuta in quantità ragionevoli blocca le inibizioni facilitando la comunicazione e il buonumore.

 

Le virtù terapeutiche della birra

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Tutte queste proprietà esistono grazie ai suoi costituenti come gli zuccheri il luppolo , anidride carbonica, i sali e le vitamine. È stata dimostrata inoltre una funzione da vasodilatatrice a livello delle piccole arterie. L’effetto diuretico dell’alcol, che nella birra e potenziato la presenza di sali di potassio, è molto evidente e manifestato per il tempo in cui livelli dell’alcolemia aumentano: se assorbimento è lento, l’effetto diuretico e quindi l’eliminazione dell’alcol risultano più cospicui. Inoltre è risultato dalle ricerche che l’alcol a bassa concentrazione e a piccole dosi riduce i livelli di colesterolo e contribuisce ad una diminuzione dei lipidi totali. Si deduce inoltre che citi le attività metaboliche del fegato dove la maggior parte dell’acqua viene ossidata e quindi sanatori di stimolo che può essere utilizzata come alimento terapeutico. Ha inoltre un effetto lassativo. Questa azione dovuta oltre che l’alcol anche alla tele stimolante dell’anidride carbonica e alla presenza dei vari oli e resine del luppolo. Gli zuccheri contenuti nella birra sono raffigurati dal maltosio, dalle destrine e dal glucosio. Le destrine hanno un’azione antisettica a livello di intestino e facilitano l’assorbimento di altri zuccheri. Il luppolo stimola la secrezione dei succhi gastrici con un’azione digestiva. La birra inoltre ha un alto contenuto di sali minerali come fosforo, coloro, sodio, potassio, calcio, magnesio, zolfo, rame, alluminio, magnete, zinco. Questo elevato contenuto costituisce un patrimonio per un’attività metaboliche dell’organismo tra cui la contrazione muscolare. Le vitamine nella birra sono ampiamente rappresentati dal gruppo di cui è noto l’apporto nutrizionale. Anche se contenuto di alcol delle birre a bassa forma fermentazione è modesto non per questo la povera volontà per un adulto il limite massimo di assunzione giornaliera dovrebbe limitarsi a 0,7 l di birra. Quest’ultima ha una reputazione di fare ingrassare, tuttavia non si conosce che il suo apporto calorico è inferiore a quello di succo di frutta. In definitiva possiamo affermare che la birra è una bevanda ricostituente in quanto grazie su contenuto di aminoacidi vitamine B e ferro viene spesso consigliata agli anemici e alle persone che hanno subito un forte perdita di peso e ai convalescenti.

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